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sabato 18 novembre 2017

TAVOLA ROTONDA ''OPPORTUNITA" E SINERGIE PER FARE DELL'ITALIA IL POLO AVIO-TURISTICO EUROPEO''

Sabato 18 novembre, è in programma alle ore 17 presso il Club Bellavista in corso Roma a Gallipoli una tavola rotonda sul tema Opportunità e sinergie per fare dell’Italia il polo-avioturistico europeo. Progetto pilota regioni Lombardia, Marche e Puglia. Aviazione Marittima Italiana, infatti, in collaborazione con Avioresort Caroli Hotels, l’Università Popolare del Mediterraneo, Aeroclub Aquile Fermano, Scuola Italiana Volo, Centro Volo Nord, intende consolidare rapporti di partenariato con le cittadine turistiche di Lovere, Costa Volpino, San Benedetto del Tronto, Gallipoli e Nardò, per realizzare il progetto Avioresort e Idrobasi d’Italia e riproporre il fascino del Grand Tour Avioturistico d’Italia. La tavola rotonda segue di pochi giorni la notizia del finanziamento con circa 3 milioni di euro (risorse del Programma di Cooperazione EU 2014/2020 Interreg V/A Grecia-Italia) del progetto Swan (Enhancing regional transportation through Sustainable Water Aerodrome Network) che è frutto di un partenariato tra l’Autorità Portuale di Corfù (soggetto capofila), il Comune di Corfù, l’Autorità Portuale di Taranto, il Comune di Gallipoli e il Comune di Nardò e che è stato sviluppato con il supporto di Aviazione Marittima Italiana e della società Magister Ludi.

Alla tavola rotonda parteciperanno - oltre ai sindaci di Nardò e Gallipoli, Pippi Mellone e Stefano Minerva, e al presidente di Aviazione Marittima Italiana Orazio Frigino - il sindaco di Lovere (Bergamo) Giovanni Guizzetti, il responsabile della promozione turistica della Provincia di Bergamo Giuseppe Venuti, il presidente del Centro Volo Nord Gianni Bonafini, il presidente della Scuola Italiana Volo Graziano Mazzolari (aeroclub di Cremona), il presidente dell’Università Popolare del Mediterraneo Cesare Rossi (delegato dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno), il presidente dell’unione montana dei Monti azzurri Giampiero Feliciotti, il presidente dell’Aeroclub Aquile del Fermano Luigi Marangoni, il vicesindaco di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Andrea Assenti.

Gli obiettivi che l’Aviazione Marittima Italiana intende centrare assieme ai Comuni e agli altri enti coinvolti, tra gli altri, sono quelli di promuovere i territori, stimolare l’interesse dei flussi avioturistici e attrarne dei nuovi, creare, ampliare e implementare il sistema produttivo enogastronomico ed economico locale. Ciò grazie a una serie di iniziative concrete come la stampa di brochure dedicate al Grand Tour dell’Avioturismo d’Italia, l’istituzione di un Trofeo Challenge per Idrovolanti, la presenza con stand espositivi in fiere turistiche, nautiche, aeronautiche, l’apertura di infopoint nelle cinque località di Lovere, Costa Volpino, San Benedetto del Tronto, Gallipoli e Nardò, l’avvio di progetti di promozione e comunicazione turistica nei circoli e nelle scuole di Volo e Vela, l’editing di una web tv, l’introduzione di un circuito di pagamento con carte di fidelizzazione, l’istituzione di progetti di cooperazione con gli istituti professionali alberghieri, nautici ed aeronautici, la redazione di progetti di interscambio con gli artigiani, le aziende enogastronomiche, i gruppi musicali, gli artisti, l’attivazione di un portale internet, l’organizzazione di incontri istituzionali periodici itineranti per la programmazione di attività in comune aperti agli operatori turistici. Una occasione importantissima per il Salento e per le città di Nardò e Gallipoli, che rientrano così in un prestigioso e inedito circuito turistico che interessa migliaia di persone, come dimostrano i flussi collaudati di basi avioturistiche importanti come Lovere e Fermo.

A conclusione dei lavori della tavola rotonda sarà firmato un protocollo d’intesa (stilato da Francesco Basile, avvocato dell’Aviazione Marittima Italiana e portavoce del partenariato con autorità e enti greci) che consentirà di formalizzare la cooperazione ai fini della realizzazione del progetto Avioresort e Idrobasi d’Italia.

Le novità e i contenuti di questa intesa saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma domenica 19 novembre alle ore 10 sempre presso il Club Bellavista in corso Roma a Gallipoli.

Comunicato emesso dall'Ufficio Stampa del Comune di Nardò in data 17.11.2017

venerdì 13 gennaio 2017

Permessi di lavoro retribuiti per assistenza e malattia

Come e quando richiedere permessi di lavoro anche prolungati e retribuiti per assistere un familiare affetto da grave infermità e per altri gravi motivi personali.
 
Il dipendente del  pubblico o del privato ha diritto a una serie di permessi di lavoro giustificati e di  periodi di assenza retribuiti o non, più o meno brevi. Di seguito, una panoramica completa per ciascun caso.
Permesso di 3 giorni
Il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso retribuiti nel corso di un anno per motivi specifici come il decesso o grave infermità del coniuge (anche se legalmente separato) e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente. Nel computo non rientrano le festività e i giorni non lavorativi. Sono cumulabili con i permessi concessi ai sensi della Legge 104. Possono essere utilizzati entro 7 giorni dall’evento che motiva la richiesta, ma se si può concordare la fruizione frazionata. Nel caso di decesso del coniuge o di un parente il lavoratore deve presentare una dichiarazione sostitutiva, mentre in caso di grave infermità la certificazione sanitaria di un medico del SSN, da presentare entro 5 giorni dal rientro al lavoro. Possono esserci anche motivi personali particolari (non specificati) che spingono il lavoratore a chiedere il permesso: si rimette alla discrezionalità del datore di lavoro valutarne le legittimità.
Permessi biennali 
I congedi biennali retribuiti sono stati disciplinati inizialmente dalla Legge n. 388/2000 che ha previsto questa possibilità per i genitori di persone con grave handicap. In seguito il decreto n. 119 /2001 ha fissato ulteriori condizioni. Da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2013, n. 203) ha allargato la platea dei beneficiari
 °    coniuge coniuge convivente della persona disabile (non ricoverato a tempo pieno);
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, del disabile in caso di mancanza (assenza, divorzio, separazione legale o abbandono), decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (la convivenza deve essere accertata);
  • uno dei figli (fratelli o sorelle) conviventi della persona disabile, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine di terzo grado convivente del disabile nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
    L’INPS ha precisato che il familiare del lavoratore disabile può beneficiare del congedo biennale retribuito a parte dello stesso disabile (messaggio n. 24705 del 30/12/2001).
    Al lavoratore viene erogata, per  il periodo del congedo (coperto da contribuzione figurativa), un’indennità che corrisponde all’ultima retribuzione. A corrisponderla è il datore di lavoro che la anticipa e poi la detrae dai contributi previdenziali che versa all’INPS. Durante il periodo di congedo bnon si maturano ferie, tredicesima e TFR. Il congedo non può superare la durata totale di due anni per ogni persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa. La richiesta segue specifiche istruzioni a seconda del richiedente.
  • Dipendente pubblico: occorre presentare un’autocertificazione con stato di handicap, parentela con la persona da assistere, convivenza, dati anagrafici del lavoratore e del disabile, insieme alla certificazione di handicap grave; la domanda si presenta al dirigente responsabile.
  • Lavoratori assicurati INPS: si presenta un’autocertificazione sulla base di moduli previsti sul sito dell’INPS o presso le sedi territoriali in cui sono indicati precisi elementi come lo stato di handicap (con il certificato medico redatto ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge n. 104/1992), la parentela con la persona da assistere, i dati anagrafici e quelli del lavoratore; la domanda si presenta all’INPS tramite il sito dell’istituto dotati di PIN, patronati o Contact Center multicanale (numero verde 803164).
    Congedo parentale esteso
    Il D.Lgs. 151/2001, agli art. 47 e segg. disciplina il congedo parentale fino ai 3 anni di età del figlio, in caso di grave malattia, per entrambi i genitori alternativamente. Fino agli 8 anni, invece, ciascun genitore può assentarsi a turno per 5 giorni l’anno. In caso di adozione, il congedo può essere prolungato fino ai 6 anni (fino ai 12, è fruibile per i primi tre anni di adozione o affidamento). Questi congedi non sono soggetti a visite fiscali e il datore di lavoro deve obbligatoriamente concederli. La malattia deve essere documentata con invio telematico all’INPS e al datore di lavoro. Durante il congedo si matura la retribuzione ed anche i contributi previdenziali ai fini pensionistici ma non le ferie nè la tredicesima.
    Contributi per baby-sitting o servizi per l'infanzia
    In cosa consiste il contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting e come accedervi.
    Permessi non retribuiti
    È possibile fruire del congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari (Legge 53/2000). Il congedo può essere richiesto dal dipendente pubblico o privato, è pari a due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato. Durante tale periodo conserva il posto di lavoro ma non il diritto alla retribuzione, né può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. I gravi motivi per cui è richiesto il congedo sono (Decreto Ministeriale 278/2000):
  • necessità derivanti dal decesso di un familiare;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.
    Sono inoltre considerate “gravi motivi” le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche);
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.
    Questi motivi devono riguardare: coniuge, figli anche adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. Il congedo può essere richiesto anche per i componenti della famiglia anagrafica indipendentemente dal grado di parentela, quindi anche in caso di famiglia di fatto.
    Richiesta
    Occorre allegare la certificazione rilasciata da un medico specialista del SSN o convenzionato. La domanda si presenta tramite autocertificazione al datore di lavoro che, entro 10 giorni, deve dare l’esito della richiesta potendo anche rigettarla. Occorre però motivare il diniego sulla base di ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente, che può anche fare una nuova richiesta nei successivi 20 giorni.