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lunedì 26 aprile 2010

Scuola/ Pd: rilancio si fa con assunzioni,non coi prof regionali



Premi solo chi opera in realtà difficili
Da Gelmini solo boutade

Premiare i docenti che svolgono il servizio in realtà scolastico-territoriali difficili e favorire la continuità didattica attraverso l'assunzione di 150mila precari, da 'fermare' sulla sede prescelta per un quinquennio, e la stipula con i supplenti rimanenti di contratti triennali anziché annuali: è questo il piano di rilancio dell'istruzione italiana che il Partito democratico ha oggi annunciato, attraverso Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale. La proposta tracciata da Puglisi appare in antitesi a quella ipotizzata dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, tutta incentrata su premi ai prof più meritevoli ed albi regionali: a proposito dell'intenzione di viale Trastevere di incentivare il servizio svolto dai docenti residenti con un punteggio maggiorato, ha risposto chiedendo di "incentivare e premiare gli insegnanti che lavorano nelle scuole di frontiera, le scuole di periferia, dove è più forte il disagio sociale e dove ogni abbandono scolastico è una sconfitta per il futuro del nostro Paese". Per quanto riguarda gli albi regionali per il reclutamento, la responsabile Scuola della segretaria del Partito democratico ha detto che il ministro Gelmini ha fatto "marcia indietro dopo aver buttato un po' di una boutade per coprire i tagli alla scuola pubblica". "Anche questa volta - ha continuato Puglisi - era solo una boutade per nascondere cifre drammatiche: per il prossimo anno scolastico 26 mila insegnanti e 15 mila collaboratori scolastici in meno, che in parte si abbattono sulla primaria, distruggendo definitivamente i modelli educativi del tempo pieno e del modulo a 30 ore, che con ardite acrobazie e rottamazioni di team didattici, i dirigenti scolastici avevano provato a mantenere per rispondere al tempo scuola richiesto dalle famiglie: un po' di propaganda leghista sulla 'bontà' dell'insegnante padano, per coprire le 1.633 cattedre in meno nelle scuole venete ". Sono tre gli interventi che indica di realizzare, invece, il primo partito d'opposizione:
"stabilizzare i precari, così come - sottolinea la responsabile del comparto Scuola - aveva deciso il governo Prodi nella Finanziaria 2007 con l'assunzione di 150mila insegnanti, poi bloccata dal governo Berlusconi;
-assegnare incarichi almeno triennali;
-legare l'immissione al ruolo del docente alla permanenza in quel ruolo per 5anni".
<>L'impossibilità a chiedere trasferimento prima di un quinquennio non avrebbe tuttavia "nulla ha a che fare con la residenza: perché - conclude Puglisi - un docente residente a Firenze non dovrebbe poter insegnare a Bologna, quando oggi le due città sono separate solo da 30' di treno?".
Attualmente la normativa prevede la possibilità, per un docente neo-immesso in ruolo, di chiedere il trasferimento dopo tre anni e già dopo un anno (sottoforma di 'assegnazione provvisoria') in presenza di motivazioni familiari (come il ricongiungimento al coniuge o l'assistenza esclusiva ad genitore con comprovati problemi di salute): sempre che vi sia il posto libero nella sede richiesta e non sia stato assegnato ad un collega con punteggio (anzianità di servizio e titoli) maggiore. Oppure che non via siano docenti 'concorrenti', ad occupare il medesimo posto vacante, che si avvalgono della precedenza della legge 104/92.( APCOM )